I giorni dell'abbandono sono duri e cambiano i lineamenti sia del volto che della vita delle persone. Alcuni affrontano in silenzio, in solitudine, elaborando tutto dentro se. Altri ne parlano e cercano risposte che nessuno potrà mai dargli. Altri ancora si accaniscono contro il mondo intero e scavano con il vortice della loro ira, un buco profondo dal quale potrebbero non uscire più. In ogni caso, i giorni dell'abbandono, mettono alla prova l'individuo. Chi rimane solo e ce la fa a riprendere possesso di se e a continuare la propria vita allargando i propri orizzonti per cercare nuovi stimoli, è, e sarà capace, di superare qualsiasi prova.... perchè è certo e provato che nulla sia più insopportabile, innaturale e violento di dover interrompere il fluire naturale del nostro amore. VirnaPensiero per Mariantonietta, Cris, Roby e le altre.
sabato 7 gennaio 2012
EUTANASIA
Avete visto il film "I giorni dell'abbandono"? Terribile. Terribile il dolore, la difficoltà. Terribile svegliarsi e andare fuori, fuori a vivere la vita di sempre, quando quella vita non c'è più e non c'è più non avendo scelto di cancellarla. Terribile. Credo sia difficile affrontare con serenità la fine di un rapporto sentimentale. Negli anni in cui ho avuto la mia agenzia Matrimoniale, la cosa che accomunava i separati era la difficoltà di accettare, elaborare e metabolizzare quello, che a tutti gli effetti, è un lutto. Sia che si trattasse di un amore che si era spento da entrambe le parti, sia che fosse stata una cosa improvvisa e violenta, in ogni caso le persone si erano ritrovate con metà corpo, senza famiglia e con i presupposti del futuro inconsistenti e volatili. Molto spesso le persone mi dicevano:" Se avessi mantenuto la calma di fronte ad un tradimento......se non l'avessi aggredito con tutta quella rabbia.....se non avessi avuto così tanto rancore...." ed io ho sempre consolato loro dicendo: "...tranquilla/o; visto che non ci sarà mai la possibilità di verificare un diverso sviluppo di quegli eventi, consolati ....è andata come è andata. Punto". Negli anni dell'agenzia Matrimoniale ho sentito tante di quelle storie, più o meno vere, più o meno oneste, più o meno sofferte....ma in tutte, tutti erano consapevoli di aver perso qualcosa, come se avessero perso la possibilità di finire un progetto, lasciare una casa costruita con tanti sacrifici, senza infissi e senza rivestimenti....una sorta di opera incompiuta. Raramente sono venute da me persone a raccontarmi che il loro rapporto di coppia si era esaurito, che avevano concluso il progetto comune ed avevano deciso di iniziare un nuovo corso, ognuno per loro conto. Anzi a pensarci bene non mi è mai capitato, e credo che fra tante, quella sia l'unica possibilità per due che si sono amati, di potersi lasciare con assoluta serenità....anche se, il senso di amputazione e di non appartenenza al proprio contesto abituale, c'è lo stesso.
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E poi ci sono gli amici, dove rifugiare la propria amputazione, stampelle con e quali sorreggere i vuoti, dove attingere un sorriso e dove ricevere una carezza. "Innamorarsi", un amico ti porterà a vedere quel film.
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