Quanto inopportuno è il silenzio nei mie giorni feriti.
Ogni spazio vuoto è ricolmo di strazio e sgomento.
Lo riempio di musica e pare scomparire.
Lo mescolo al cibo per divorarlo... famelica.
Lo stringo, lo spezzo, lo sfoglio con un libro ma....
.... Ma quando è lui a possedermi, li mi arrendo
ed il frastuono di ricordi dolenti riempie ogni spazio, anche il midollo
e piegandomi le membra mi stende al tappeto
per invadermi smanioso, in cerca di se stesso.
dicembre 2011
Nessun commento:
Posta un commento